domenica 30 ottobre 2011

IL BATTITO DEL MIO CUORE


Sento il battito del mio cuore

quando ti vedo arrivare

quando il tuo sorriso

mi accoglie con dolcezza

sento il battito del mio cuore

quando il mio abbraccio

si fonde con il tuo

quando il mio pensiero

si perde nel tuo esserci

sento il battito del mio cuore

quando la sera rivivo

i momenti trascorsi insieme

quando la tua mancanza

si fa sentire e non mi abbandona

sento il battito del mio cuore

quando chiamo il tuo nome

quando guardo il tuo viso

quando chiudo gli occhi

e ti immagino.

Ermie@2011

giovedì 27 ottobre 2011

OLTRE I CONFINI DEI SOGNI


Aprirò le braccia sulla riva del mare
per contenere l'orizzonte.

Lo sguardo fisso,

contro il cielo e l'acqua,

ad inebriarmi dell'infinito.

Lascerò libere le emozioni

che unite ai palpiti del mio cuore

acquisteranno ali per volare,

guidate dal vento,

oltre i confini dei sogni ...


... un sussulto improvviso,
come lama di ghiaccio,

attraverserà il mio corpo.

Le braccia si chiuderanno sul petto,

le ginocchia si piegheranno

a toccare la sabbia umida.

Attimi eterni d'immobilità

accompagnati dal suono lieve delle onde.


Gli occhi rimarranno chiusi,

i pensieri fuggiranno verso l'orizzonte.

Trasportato dalle onde

rincorrerò le emozioni

per udire ancora i palpiti del mio cuore.


Il mare mi cullerà,

con le sue braccia fredde,

e finalmente dormirò il meritato sonno.


... i pensieri,

le emozioni,

i palpiti del mio cuore
resteranno li,
tra il mare e l'orizzonte,

a ricordare l'amore di un'anima

a chi saprà ascoltare nel vento.

venerdì 21 ottobre 2011

SIAMO PRONTI?




di Giandiego Marigo







Prima di iniziare questo post devo riconoscere alcune importanti ispirazioni, innanzi tutto ad Eliotropo il blog di Rosa, dove ho potuto ed ancora posso respirare quest'aria e dal quale ho tratto ben più di una ispirazione. Nel caso specifico ad un post scritto da un suo conoscente on line, che ho raggiunto, suo tramite. Mi riferisco ad Ivano Antar Raja ed al suo blog Altra Realtà.
Egli si chiede e ci chiede se gli esseri umani siano pronti per il cambiamento, se davvero lo vogliano e non è affatto una domanda oziosa...anzi.
E' sempre molto facile parlarne, moltissimi riempiono la rete con questa esigenza e ci intrattengono in varie fogge, spesso sollecitandoci in modo anche poco garbato sulla necessità di farlo qui ora e subito. Rovesciando, rompendo e bruciando se necessario pur di purificare in un'unica fiamma questo mondo capitalistico e malato. Che questo mondo sia da cambiare o vi è alcun dubbio, quindi partiamo da questa premessa,
Una domanda mi coglie subito. Quanti fra costoro sarebbero disposti davvero a perdere qualche cosa, fra quelle che questo modello sociale fornisce, per realizzarlo davvero questo cambiamento?
Quanti fra costoro hanno già elaborato comportamenti che si possano definire e considerare altri da questo modello culturale e sistemico?

DISABILI, NON DIVERSI.

Vita ...
Quella vita a cui è negato vivere normalmente,
quella vita che ogni giorno è emarginata e vessata.

Un'altra vita.

La vita dei "diversi",
la vita di chi lotta ogni giorno per ottenere un sorriso,
una carezza, un pezzo di cuore.

Una vita che è lacrime e dolore
ma che pur nella sofferenza indicibile,
riesce a dare anima e cuore.

Corpi martoriati,
immobili,
deformati da malattie incredibili,
"orrendi pupazzi" ...

Ma stringigli le mani,
chiudi gli occhi e dimmi cosa senti ...

Calore, la tua stessa pelle
e se ascolti in silenzio
sentirai battere un cuore, come il tuo.

Ricorda:
Siamo "Disabili", non "Diversi".

giovedì 20 ottobre 2011

Di là


Filamenti neri di pensieri come steli di ragni

in stroboscopici avvicinamenti falsificanti.

Apre il sentiero la mia mente

il suono mi parla viaggiando nelle viscere della terra.

Cellule collegate in radici germoglianti e frementi

mi mostrano colori e palpiti.

Posso descriverti il mio sogno

ma non posso farlo attraversare dal tuo buio.

Tu rimani lì

tra quelle zampe astratte ed incerte

non essere sicuro che la porta sia aperta.

Io sto qua.

Tu rimani là.

Qui

per te

non c’è posto.

Elda Lenzi@2011-10-20

E TI DARO' LA VITA

Pettinerò i tuoi capelli e ne farò trecce.
Le formerò con cura
ed alla fine di ognuna legherò un sorriso.

Dipingerò i tuoi occhi con i colori della vita
e li farò splendenti.

Anche la bocca dipingerò,
con i colori della passione.

Gocce di Luna appenderò alle orecchie
e sul tuo petto poggerò una collana di stelle.

Di rose ti vestirò
ed i tuoi fianchi circonderò d'amore.

Infine poggerò le mie labbra sulle tue ...
E ti darò la vita.

mercoledì 19 ottobre 2011

SI


Amo quel tuo sguardo intenso

quelle lacrime che talvolta

rigano il tuo viso

vederti sorridere spensierata

amo quella tua dolcezza

che vive nel tuo cuore immenso

la tua capacità di capire

di leggere dentro

amo quella tua bellezza

che fa di te una persona speciale

quel tuo silenzio che dice più

di tante parole.

Grazie per quello che sei

per tutto il bello che mi dai

del tuo volermi bene.

Ermie@2011

sabato 15 ottobre 2011

MIO FIGLIO

Fra le mie braccia

sonnecchia,

respiro di nuvola, odor di vaniglia.


Ecco, si muove…confetto leggero!

Sbadiglia di smorfie,

con lo sguardo mi cerca,

mi trova e sorride.

Lo sento, fa parte di me:

è ritratto di te.

Metà mio, meta d’amore.

Nato dai sogni.

Cresciuto nei cuori.


Lo guardo e mi chiedo: che uomo sarà.

Sarà forte, sincero, leone, predato?

Carnefice, vittima, pane spezzato?

Gli osservo le mani: biscotti di crema!

Carezzo il suo viso e torno a pensare…

su quale Natale lui camminerà?

Il futuro per lui che ricordo sarà?

Sarà pasti fumanti e patate arrosto

o freddi cartoni all’ombra dei tuoni?

Sarà ansia, certezza, tenacia o paura?


E’ bello mio figlio: è grande.


E’ mai nato.


Eppure è presente:

è amore per te!


Lorella Ronconi – “Je Roule” – Ed. ETS Pisa

giovedì 13 ottobre 2011

LACRIME


Eccole le ombre

si muovono inquiete

quasi a formare una danza

che armoniosa mi seduce

ed io mi immergo in lei

la assecondo con gesti lenti

l’aria si muove con me

la sento vibrare così

quasi impercettibile.

Sfioro con tocchi immaginari

la tua pelle morbida

mentre lacrime a stento trattenute

sono pronte a scendere

per dare un senso a qualcosa

che nemmeno io so

a trafiggere quella certezza

a sconvolgere quella speranza.

Ermie@2011

lunedì 10 ottobre 2011

FINIRA'


Vago attraverso sperduti angoli interiori

cerco non so…

qualcosa che non vedo

qualcosa che sento

ma è nascosto

o forse è li davanti a me

ma i miei occhi ormai da tempo

spenti e vuoti non vedono.

Finirà un giorno questo non vedere

questo non riuscire a capire

accetterò senza paura

ciò che la vita mi offre

non so

a volte credo di non farcela

sento che il terreno sotto i miei passi

potrebbe cedere trascinandomi giù

in quell’abisso

che spesso ho sfiorato

di cui ho sentito l’odore acre

ma da cui sono sempre risalita

aggrappandomi fortemente alla vita.

Ermie@2011

domenica 9 ottobre 2011

URIEL

Rotea dentro alle menti

come un mandala di domande

il bisogno incessante primordiale

di cercare risposte di trovare parole.

Ancora non sai che devi ascoltare il silenzio

la cui ricchezza io difendo con spada fiammeggiante

vegliando sulla porta del tuono e del terrore.

Verrò a portarti il suono di cui necessiti

per capire il silenzio

che ti appare come una grotta in cui ti senti prigioniero

ma sono solo i tuoi sensi ancora addormentati

i tuoi bisogni e le paure

a farti perdere il tratto del cammino

quello che devi compiere per ascoltare

con le tue orecchie umane

il suono della luce.

Resisti inconsciamente ad essere libero

ad ascoltare

la tua paura è così grande

per questo ti confondi

con altri suoni ed appigli.

Lascia andare la presa delle tue mani

sulla roccia del tempo.

Il tempo non esiste.

E’ questo ciò che ti sto dicendo.



Elda Lenzi@ottobre 2011-10-09

mercoledì 5 ottobre 2011

La torcia



Come le teste dell’Idra

che recise rinacquero

così furono il dolore e la rabbia.

Ad ogni testa che cadeva

il cuore orgoglioso gioiva

ma dalla ferita ancora

nuova risorgeva.

Inutile insistere con la lama e la forza

nulla ne fermava il ritorno.

Cercammo sostante alchemiche

per cauterizzare l’uscita

ma sempre nuovo sangue

e stesso dolore germogliava.

Allora in ultimo tentativo

prendendo la torcia tra le mani

illuminasti ciò che cercavi di recidere.

Vedere fu nuovo.

Non avevi compreso

ma acqua improvvisa

passò dai tuoi occhi alle teste

ancora ondeggianti e feroci.

Luce e liquido vitale

ti permisero di aprire la porta

il visibile era nuovo

o così ti sembrava.

Guardasti fino in fondo.

Le teste germoglianti si fermarono

tacendo.

L’inganno era scoperto.



Elda Lenzi @2011

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