giovedì 24 novembre 2016

PINK ROSA BABY



Cercasi cuore in affitto
per affetto affettato
affrettato ma calmo
pulito, onorato
aggraziato e appropriato.

In cambio, qui cedesi
eterna grazia
graziosa, guizzante
smorfiosa
dal rosa cangiante
brillante Pink Baby.

In attesa di un bacio

uomo perfetto!

Lorella Ronconi

venerdì 18 novembre 2016

IN QUESTO MONDO CHE GIRA


Tra quella luce
un destino si compie
ed è ancora cielo e luce.

Cuori di anime avvolgono
tenebra e speranza che
attendendo, sperano
il tuo ritorno
in questo mondo che gira
gira, gira, gira
e di te
non riesce a fare i conti
della tua mancanza
stasera.


Lorella Ronconi  

mercoledì 3 dicembre 2014

L'essenza della tua vita

A volte il destino ti fa percorrere strade già vissute.
Ti fa ricalcare le orme che hai lasciato,
incontrare facce conosciute,
cuori già carezzati.
Ti fa rivivere emozioni già provate
proponendole, adesso, in una nuova prospettiva.
Ed allora scopri di non aver scordato
cos'è la brezza che carezza il tuo viso,
cos'è lo sguardo che da tuffi al tuo cuore,
cos'è il sorriso che fa grandi i tuoi giorni.

Scopri che puoi vivere di sole
anche in mezzo alla tempesta;
che puoi toccare nuovamente il cielo con un dito;
che puoi annullare dolore, pianto
e dimenticare le attese consumate dietro ai sogni,
quei sogni carichi di tristezza e tormento
e che adesso si trasformano in vita.

Scopri...
la dolcezza nel suo sguardo
che scava il tuo cuore,
impossessandosene.
...e chiudi gli occhi mentre la stringi a te,
assaporandone il profumo,
ascoltando il suo respiro e...
scopri, finalmente,
di aver trovato l'essenza della tua vita.
(© Giobonvi)

venerdì 29 agosto 2014

QUELLA VITA CHE MI MANCA

Saranno mesi duri, durissimi.
Ogni minimo movimento è un dolore incredibile,
lancinante,
da far lacrimare.
Saranno mesi duri,
dove piangere credendo di non farcela.
E chissà se ce la farò...

Vorrei fosse tutto già finito,
vorrei non dover sentire più dolore,
finalmente.
Vorrei avere una mano che stringa la mia
ogni istante dei miei giorni,
per darmi coraggio, sostegno
e perché no: amore...
...ma riesco a stringere solo aria.

Saranno mesi duri
perché è difficile sopportare il dolore,
ancora,
nonostante non mi abbia mai lasciato.
Mi accorgo di essere stanco,
ogni giorno di più ...

... ma ancora una volta
mi vestirò del guerriero che ho dentro,
impugnerò spada e lancia
e con coraggio e determinazione,
sul mio destriero di fuoco,
affronterò anche quest'avventura.

... e rinascerò,
impossessandomi ancora della vita,
quella vita a cui ho dovuto rinunciare,
quella vita mai vissuta e che mi manca.
(© Giobonvi)

lunedì 18 novembre 2013


SIRENA GUERRIGLIA



Sulla roccia
un'onda sboccia
languidante scivola
voluttuosa.

E’ lontano laggiù
l'orizzonte di terra.

Frenetici piedi guerrigli
correnti orologi sudati
indaffarati.

Sbadiglio l'umano che é in me
e guizza il pesce che sono.




Lorella Ronconi -  “Sirena Guerriglia” - 2013

sabato 9 febbraio 2013

Preludio

 

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Labbra che, scivolando,

bagnano scie di caldi preludi.

Sguardi infuocati,

come questo tramonto,

lontano,

alla ricerca di te.

Lorella Ronconi – 2012

domenica 11 novembre 2012

LE RONDINI PIANGONO


Ho lasciato che passasse l'amore.
L'ho lasciato scivolare via,
oltre il mio cuore,
oltre le mie emozioni.

Ho lasciato che passasse,
semplicemente così,
senza gesti ne voglia per fermarlo.
Ed ho chiuso gli occhi
lasciandomi trasportare dai pensieri.

Ho vagato nel buio dei sogni
guidato solo da rumori ovattati e distanti.
La mente ha percorso in un attimo
anni di ricordi, anni di vita,
anni di gioie ed inferni.

Poi,
stremato,
ho lasciato che il sonno mi prendesse.

Carezza leggera a sfiorarmi il volto
e gli occhi si schiudono al chiarore dell'alba...
Ho voglia di sole che rigeneri l'anima,
ho voglia d'amore che alimenti il mio cuore.

Ho voglia di sogni per continuare a vivere
e carezze e baci, per sentirmi vivo.
Ma oggi fa freddo ...
... e le rondini piangono.

giovedì 19 luglio 2012

Un giudice


La verità Paolo…la verità t’uccise
il cercarla , l’amarla…
L’inseguirla
quella giustizia matrigna e quello stato
che poi ti volle morto…
Scomodo! Troppo pesante il tuo passo!
Troppo tenace quella tua ricerca
tu ricordavi Giovanni e non dovevi.
Conoscere, il sapere…rende liberi
ma delle volte, semplicemente uccide
Oggi ti fanno eroe
ma non ci credono
solo per convenienza
ed anche poi tentennano
sempre più spesso
e forse si ricredono
Perchè tu che li stanasti,
ed esponesti al sole tutti i loro giochi
tu li tirasti fuori
questi signori occulti
padroni della paura
Tu eri un uomo e solo quello..certo
che altro potresti
T’aspettarono!
concordarono il momento
per fare in modo che ti dimenticassimo
confidando in noi…popolo bue
vittime d’ignoranza, senza memoria
cercando prima e disperderdendo poi
le tue parole al vento
con il tuo corpo
insieme con il tuo sangue
persino coi tuoi appunti
su quell’agenda rossa
si rubarono tutto
con la tua vita
perchè son ladri loro ed assassini
non sanno fare altro
solo questo
ed anche oggi brigano
ebbri di quel che reputarono vittoria
contro la tua memoria
perchè persino quella fa paura
eppure noi restiamo
siamo qui
Noi non dimentichiamo
fate fuoco su di noi
ne arriveranno altri

di Giandiego Marigo

domenica 13 maggio 2012

QUESTA! LORO CHIAMARONO GIUSTIZIA

Di Marigo Giandiego


SIA CHIARO! CHIARISSIMO!
Da che parte 
da sempre stia 
la ragione dei potenti 
Non ci si illuda 
che sia dato 
poter giocare ai giustizieri.
Qui si parla di guerra 
di morte! 
Non si scherza, 
ognuno svolga il proprio ruolo, 
senza fiatare. 
Chi ha da pagare , paghi  
chi non ne ha muoia , 
ma lo faccia in silenzio! 

Che  nessuno 
mai più 
mi parli di giustizia, 
non mi cantate libertà 
democrazia. 
Collaboraste  allo scempio 
all'omicidio 
Lontani da me 
voi avvolti in inutili bandiere 
Silenzio per favore. 
Non narratemi del vostro cambiamento 
che mai non cambia...nulla!
Voi che condannate  
voi che obbligate
quelli che furon schiavi  
a riabbassare il capo. 
Piegar  la schiena 
nuovamente, 
e poi sdraiarsi a terra 
perché ricchi, potenti e i sacerdoti, 
ne abbian spianato e ripulito il passo

Questa! Loro  chiamarono "giustizia" 
Questa! Loro  chiamano "legge" 
Questa! Loro  chiameranno "equità". 
Questa! Che i loro servi 
malamente travestiti 
dicon "democrazia" 

venerdì 11 maggio 2012

“LUNGA E’ LA NOTTE” di Peppino Impastato

 

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Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.

 

677_bigNon sarà il gelido vento
a riportare la luce,
né il canto del gallo,
né il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

(Peppino Impastato)

 

Un fiore da tutti noi, Peppino. Le tue idee non moriranno mai.

Grazie

Autori di Versi e Cavalieri dei Draghi, 11 Maggio 2012

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lunedì 26 marzo 2012

mercoledì 21 marzo 2012

Leonessa e Nuvola

Eccola lì. Guardatela. Nessuno lo avrebbe mai sperato. E invece... piano piano... contro tutti i pronostici la vedo: Vicky è alta! Vicky è in piedi! Rido osservando la creatura nata oggi: Vicky erecta!

20 marzo 2012: dopo 16 anni 4 mesi e 14 giorni di stazione seduta, si può ammirare dall'alto. Si sente altissima, vede tutti in modo diverso. Tutti glielo dicono ma lei è altrove: Leonessa e Nuvola. E' così che si sente, Vicky.

L'amica Elda Lenzi un giorno l'ha intuita e descritta perfettamente coi suoi versi:

Senza tempo
osservo il tempo
senti la musica dei miei occhi
arpe e tamburi si accordano
suonano assieme il tuono e l’acqua
la musica percorre il mio corpo
mentre ti osservo e fermamente taccio.
Leonessa e nuvola
a volte trattengo le parole
nel gesto della mano sulle labbra.
Prima di parlarti ho bisogno di ascoltarmi.
Nel silenzio e nell’oscurità.
Mentre la pelle del mio volto
inizia ad illuminare
questo piccolo spazio
tra me e te.
(A Vincenza Rutigliano-leonessa e nuvola)
Elda Lenzi@10/03/2012

Oggi lo spazio che ha colmato è stato quello tra terra e cielo. Com'è alta Vicky... Nell'immensa pace e gioia che c'è nel suo cuore è fuoco, è vulcano, si sente ancora imprigionata. E' la leonessa sull'albero che aspetta la preda, ha fame di tutto, corre, corre, corre... pur stando ferma. Eppure da quella posizione domina tutto e tutti intorno, come una regina sul trono che si guarda attorno.

Eccola farsi cielo... lo sguardo di chi c'è col corpo ma con lo Spirito è già nuvola. Vola Vicky. Insieme al suo cuore, va a casa. Lì può dire a tutti gli Invisibili che hanno procurato gioia al suo corpo, alla sua mente e al suo cuore: "Mi vedete? Ce l'ho fatta! Un'impresa in cui tutti mi scoraggiavano. Anche chi mi ha amato e voleva tenermi ancorata alla terra... come il bambino fa con l'aquilone."

E' in piedi. La testa non gira. Pressione normale. E' semplicemente felice.

Qualcuno le chiederà cosa sia cambiato per lei, visto che non camminerà come prima già non poteva. A quel qualcuno Vicky spiegherà da seduta, occhi negli occhi, con voce pacata, la differenza tra un palloncino e l'aquila.
Poi lo inviterà a dimenticare per un'ora con lei la terra e a provare ad essere nuvola...

Dedicato a Emilia, che mi ha sempre incoraggiato a osare di più. Sempre Vicky!

domenica 18 marzo 2012

ED E' IL MIO AMORE


Questo amore infinito
non lascia spazio
riempie tutti i momenti
sono attimi sospesi
senza tempo né luogo
mai persi
che scorrono lenti
lasciando segni sulla pelle.
Perché ti amo
così profondamente
non attendo risposte
sono qui
davanti a me
dentro me
dentro i tuoi occhi
nel  tuo sorriso
la tua gioia
la tua tristezza
sono nella tua bellezza
nella dolcezza che mi avvolge
quando dolcemente ti abbraccio.
Ermie@mar 2012




sabato 10 marzo 2012

“Le Ali non hanno pace senza il Cielo” (5 lettere di un Uomo per una donna- 8 Marzo 2012)

I – Antiche ali

clip_image001Le ali non hanno pace senza cielo.
Avete vinto, adesso
che avete insozzato
ogni lettera d’amore,
che avete reso cardi le rose,
e le mani tentacoli orrendi,
e artigli i raggi della Luna,
e una latrina fetida l’Oceano.
E sangue, sangue, sangue
il vostro respiro, l’alito
è una carogna nell’aurora.
Adesso che ne siete fieri
antiche ali mi raccontano
di voi.

 

II- L’olocausto delle Ombre

clip_image001[5]L’olocausto delle ombre
racchiuse nel silenzio
infinito come il respiro
brucia come un crogiolo
nel tramonto che bagna
occhi lontani.
Rabbia oltraggio silenzio
unghie smaltate splendenti
non nascondono il pianto
non lo graffiano.
Ventri squartati
da lupi di giaccio
vellutato
gridano a me una colpa
che pago con la mia Vita
contraddetta
dal Cielo dall’inferno,
viva solo nel mio rosario
assurdo e mite.

 

III- Lamento

clip_image001[8]Ho sete di sogni.
Le stelle hanno occhi chiari
ma troppo buio ne è palpebra,
persino il pianto è loro negato
Sopra le mie pagine sorrido,
penso a lontane primavere
alle mie spalle,
la luce di stelle dell’Aurora
riflessa sopra lacrime
lontane.
Pace e sete
non troveranno mai
un ruscello comune.
Sulle mie pagine
La Spada e la Rosa furono
la mia immagine
e attendo solo l’ultimo tramonto
ad osservarmi
sognare ciò che in tanti
gettano via nel vento.

 

IV- Sogno di ieri

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Sognai di te, io volevo
raccogliere mimose.
Poi ti vidi, mi dissetai
del tuo pianto.
Allora, raccolsi una pietra,
la più acerba
e te ne feci dono
come si dona un rubino
rosso di sangue
prezioso d’amore.

 

 

 

 

 

V- Sogno per domani

clip_image001[12]
Io sognerò ancora,
avrò acqua a placare la mia sete,
ed un tramonto a placare la mia pace.
Tu sognerai ancora
mani leggere ed occhi lucenti,
cieli senza notte
e stelle piangere fresca pioggia.
Noi sogneremo ancora l’alba
nel tramonto che ci allontana
con la notte che loro
hanno inventato.
clip_image002

 

Mani rudi ed unghie di cristallo,
occhi sereni e rughe stanche
il vivere di un senso ed il senso di vivere
la Madre e l’Uomo
che mai, per nulla,
si dimenticheranno.
Insegneremo a Dio
che quando generò l’Uomo
Lui stesso si fece Madre,
gli insegneremo
a disegnare un Orizzonte nuovo.
Le ali non hanno pace senza Cielo.

“Lettere”, (poesie): paolo Scatragli, 10 Marzo 2012
Disegni: serie “Storia di una Donna”, Paolo Scatragli 2009

giovedì 8 marzo 2012

8 marzo-

Due parole ed una poesia...di Giandiego Marigo

Rifuggo le ricorrenze, sono altresì convinto che moltissima retorica ci sommergerà oggi. Già mi figuro l'inutile profusione di mimose e di frasi fatte. Eppure al di là della montagna di "ovvietà" l'8 marzo ha un senso che si"radica" nella tradizione e nella storia dell'alternativa e dei movimenti...ed è solo per questo e per l'amore ed il profondo rispetto e stima...ed anche perchè io, fondamentalmente, la penso come Hernan Mamani, che profetizza nelle donne la strada della spiritualità a divenire...bhè insomma per tutti questi motivi e mille altri io dedico questo:


Canzone per loro

Parlare di loro
della loro bellezza
Della pienezza o del vuoto profondo
Amarle, se puoi, come puoi
Per quanto poi te lo lascino fare
Sentire dei loro tempi, le esigenze
Il richiamo gentile della calma
Dolce sensazione di lentezza
Ascoltarle nei loro discorsi
quel parlarsi di tutto
quell’aprirsi dell’anima
Come di un fiore che schiude
Ed invidiar di lor fertilità la meraviglia
che si ripete sempiterna
avere in sé la vita
Ricordare e capire del loro parlare
Qell’amarezza antica e quel dolore
Che è tutto loro
che è solo delle donne

martedì 28 febbraio 2012

LE TUE LE MIE


Guardo il tuo viso stanco
che  il dolore ha segnato
non vedo lacrime scendere
perché non è tempo per loro
non ancora
vedo il tuo sorriso
che mai ti abbandona
e il tuo sguardo
intenso e dolce
sento le mie lacrime
scendere lente
sono le tue lacrime
che tempo non hanno
saranno le tue lacrime
quando tempo sarà.
Ermie@feb 2012




sabato 11 febbraio 2012

QUANTE VOLTE ANCORA


Quante volte
ho sognato di baciarti
un bacio lieve e delicato
sfiorando appena le tue labbra
quante volte
ho amato il tuo sorriso
il tuo sguardo intenso e dolce
quante volte
ho guardato lontano
sperando di vederti arrivare
ho chiuso gli occhi
per sentirti vicino
quante volte ancora
ti cercherò ti guarderò
ti amerò
quante volte ancora.
Ermie@feb 2012

giovedì 9 febbraio 2012

L'ALTRO VISO DI UN UOMO LONTANO

 

Guarderai i miei occhi nelle stelle.22059_1147477140921_1647350628_331898_4378562_n
Saranno amari come il veleno,
saranno le lacrime dell'odio
della paura e della rabbia.
Dove sei, Stella Marina?


Amai il tuo canto,
accarezzai la tua conchiglia.
Le tue labbra gelate
mi sorrisero Vita.
I miei occhi sono lontani.


Le tue stelle sono candele,
accese lacrime
bagnano le sbarre
che racchiudono
il mio cuore salato e lontano


(Paolo,10 Febbraio, ore 00,40)


Ritratto del mio cielo

Ritratto-del-mio-cielo(quello-che-resta)

La candela rispecchia
nel mio sguardo rinchiuso
il suo tramonto,
mille rimpianti si dividono
l'Eclissi.

Tra quello che vola via
e ciò che resta
ancora,
divido la mia luce
in questo abisso.

Tornerà un Angelo
un giorno come tanti,
a consolarci dal vuoto
arso in uno stoppino
che ci uccide.

(Paolo, 9 Febbraio 2008)

giovedì 2 febbraio 2012

AFFINCHE' POSSA


Affiderò i pensieri al vento impetuoso
affinché li trasporti lontano,
dove la rabbia non potrà raggiungerli.

Affiderò gli occhi alla notte più nera
affinché non possano vedere l'angoscia
di un cuore ferito.

Affiderò matite al tuo mondo
affinché colorino i tuo giorni
per farti sorridere sempre.

Affiderò il mio cuore alle tue braccia
affinché lo cullino nell'amore che saprai darmi.

Affiderò la mia vita al tuo cuore
affinché possa accompagnarla nella tua vita,
mano nella mano, nel cammino verso l'eternità.

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