Saprò ubriacarmi del ridere
sulla strada che cammino, in quella strada,
ho riso del mio viso, stamattina,
vecchio specchio bastardo
non mi inganni
ho riso e ancora vedrai
la solitudine che racchiudo
nelle lacrime
ridere e vivere.
Saprò truccarmi da giullare,
aria e firmamento ignoto
saranno le mie carte
cuori e picche brucianti
sulla mia pelle nuda, e la tua foto
tra le mie mani, tremanti
senza unghie né sangue
regine del mio pensiero
e loro carcere
Saprò ridere e piangere,
verrai con me,
nel cielo
che sorriso e tristezza racchiude
nella luna
che mai vedremo insieme,
che aspetta la nostra preghiera
e la nostra bestemmia,
che sorride alla maschera
in cui vivo.
Poesia ed Arte diversa per un mondo diverso- Oltre le barriere del pregiudizio, della disabilità e della diversità.
sabato 12 novembre 2011
Canzone per un giullare
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