
Come le teste dell’Idra
che recise rinacquero
così furono il dolore e la rabbia.
Ad ogni testa che cadeva
il cuore orgoglioso gioiva
ma dalla ferita ancora
nuova risorgeva.
Inutile insistere con la lama e la forza
nulla ne fermava il ritorno.
Cercammo sostante alchemiche
per cauterizzare l’uscita
ma sempre nuovo sangue
e stesso dolore germogliava.
Allora in ultimo tentativo
prendendo la torcia tra le mani
illuminasti ciò che cercavi di recidere.
Vedere fu nuovo.
Non avevi compreso
ma acqua improvvisa
passò dai tuoi occhi alle teste
ancora ondeggianti e feroci.
Luce e liquido vitale
ti permisero di aprire la porta
il visibile era nuovo
o così ti sembrava.
Guardasti fino in fondo.
Le teste germoglianti si fermarono
tacendo.
L’inganno era scoperto.
Elda Lenzi @2011
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